habemus logo!
Written by weseven on December 23, 2007 – 1:59 am -Dopo estenuanti ed emozionanti ore di attesa frenetica..
ok, ho esagerato._.
A dire il vero con tutto il tempo che è passato questo annuncio arriva un po’ in sordina,
comunque è stato scelto il nuovo logo ufficiale di Arch!

Versione bassa qualità, of course.
La presentazione del logo di Thayer del concorso la trovate qui.
Personalmente, devo ancora farci il callo, anche se il nuovo logo è promettente.
E mi mancherà l’archetto che faceva tanto star trek ![]()
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talebanismo e standard
Written by weseven on December 14, 2007 – 3:38 pm -(*tipico post semi-autobiografico, cose del quale a nessuno fregherà una cippa. potete saltare tranquillamente alla morale*)
Succede che una cara amica è afflitta da un problema: deve impaginare e realizzare da zero un giornalino scolastico di diverse pagine in pochissimo tempo.
Succede che tale amica non è esattamente brillante al pc, e che quindi decide di chiedere aiuto all’helpdesk di turno.
Succede che l’helpdesk di turno sono io.
I mezzi ci sono tutti (dispone di un portatile fiqerrimo e nuoverrimo, azz’). Manca il software per la gestione del testo.
Finora editava testi con wordpad, il che è tutto dire.
Indi per cui, il sottoscritto suggerisce: OpenOffice!
Bene, parte l’impresa mastodontica. Devo dire che per essere partita da basi pressochè nulle ha fatto un buon lavoro; fondamentalmente, dopo averle spiegato le funzioni basilari di openoffice e fatto un corso spicciolo di TheGIMP (anche se mi sono occupato in prima persona delle sistemazioni più raffinate delle immagini e della copertina), ha fatto tutto da sola.
Con notevole mia soddisfazione, per essere un insegnante non da buttar via, e con talebano orgoglio di averle fatto far tutto con software open source, glissando sulle proposte degli altri (fatti scaricare office/fatti scaricare photoshop).
Morale 1: all’utente occasionale vanno benissimo questi due software, anzi, stanno decisamente larghi.
E se tutto finisse così questo post non avrebbe motivo di esistere.
Il guaio e la disperazione arrivano con la fase che davamo per scontata: la consegna in tipografia.
La suddetta tipografia, infatti, rispose “Eh no! Trattiamo tutti i formati ma l’unico che non trattiamo è OpenOffice! eh!”.
Ostacolo aggirato con la comoda funzione di conversione in PDF di OpenOffice (il che quindi, essendo testo compilato, evita anche eventuali errori di formattazione), e tutti felici e contenti.
Felici?? Che motivo avrebbe la tipografia di non trattare il formato odt ? Quando da gennaio 2007 oltretutto il formato è uno standard riconosciuto dal governo?

Al che i commenti soliti del disinformatico medio: tu e i tuoi programmi del cazzo, non potevi installarle Office versione xyz e Adobe Photoshop?
- Non ce l’ho.
Potevi scaricarlo!
- Non c’era il tempo materiale per farlo.
Chiedevi a me il cd!
- La pagavi tu la licenza?
..
Morale 2: Certi software aperti e oltretutto gratuiti andrebbero di lusso all’utente comune, se e solo se cambiasse un po’ la mentalità. Anzi, se ci fosse coscienza di regole già scritte. E ci fossero tipografie meno talebane.
(eh, vi aspettavate un post sui talebani dell’opensource, quelli con la debian liscia senza codec o plugins proprietari e che fan girare vrms in cron una volta al giorno?

vi dirò, a me fastidio non danno, anzi, uso con piacere il loro software.
Ma soprattutto: non mi creano nessun disservizio, al contrario di chi ha un’attività di un certo tipo e pretende di gestirla come un teatro di burattini.)
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