pimpa il tuo konqueror!

Written by weseven on January 11, 2008 – 9:50 pm -

breve excursus su come un factotum può efficacemente sostituire la volpe di fuoco.

konqueror
usando kde(mod , of course) sul portatile e lavorando principalmente sul portatile, cerco sempre nuovi modi per “aumentare la mia produttività” (che ovviamente è pari a zero nei momenti della ricerca, e questa ambivalenza mi fa sentire un po’ come wally di dilbert):
wally

Comunque, ciancio alle bande, e qui ci sono un po’ di consigli per fare di konqueror un miglior web browser (oltre a file-manager, ftp client, samba client, visualizzatore universale, massaggiatore ed estetista).

La prima cosa che mi tratteneva dal passare dall’uso forsennato di Firefox al Konquistatore erano i bookmarks. Continuavo infatti ad usare gli stessi settings di firefox da quasi più di 5 anni (credo di avere iniziato ad usarlo dalla 0.7, quando era ancora una piccola appendice staccatasi da mozilla), e quindi negli anni avevo accumulato una mole di segnalibri (in maggior parte inutili) che mi facevano sentire a casa.
Ovviamente questo primo punto si è risolto facilmente, esportando prima i segnalibri da firefox (come semplice file html), e poi importandoli in konqueror con le dovute scremature.

In secondo luogo, è il caso di modificare il comportamento delle schede, una funzione della quale ormai non si può fare a meno (e anche tu, sì, proprio tu che visiti questa landa con explorer 6 [firestats non mente], un giorno non potrai farne a meno).
Configuriamo il comportamento da: Impostazioni-Configura Konqueror-Comportamento web-Opzioni avanzate (utente GNOME, risparmiati la facile battuta XD ).
“A picture is worth thousand words”:
da Impostazioni-Configura Konqueror-Comportamento web-Opzioni avanzate

Passiamo ora ad un qualcosa di più tecnico: come migliorare le prestazioni di rendering globali del nostro.
Ok, Ok, konqueror passa l’acid 2, blablabla, guàguàguà, ma è estremamente lento nel rendering se paragonato ad esempio a Gecko. Con un paio di impostazioni però possiamo migliorare il tutto e renderlo decisamente scattante (NB: prenderò arch come misura di queste modifiche, in altre distribuzioni i file da modificare potrebbero essere diversi):

Prima di tutto disabilitiamo il supporto a IPv6 (per ora inutile, in futuro essenziale, se le cose non cambiano). Aggiungiamo a /etc/profile.d/kde.sh la seguente riga:
export KDE_DISABLE_IPV6=TRUE

Ora aggiungiamo i nostri DNS a /etc/resolv.conf,
anche se li abbiamo impostati dal router
:
domain localdomain
nameserver 127.0.0.1
nameserver cic.cio.bal.do
nameserver pin.co.pal.lo

Se ve lo state chiedendo, presto avrete risposta riguardo l’indirizzo di quel primo DNS.
Impediamo al nostro client DHCP di sovrascrivere la nostra configurazione. Su Arch, è sufficente aggiungere lo switch -R nel comando DHCP_ARGS di /etc/conf.d/dhcpcd:
DHCPCD_ARGS="-t 30 -h $HOSTNAME -RYN"

Disabilitiamo la cache interna di Konqueror (Impostazioni-Configura Konqueror-Cache e togliamo la spunta a “Usa Cache” ).
Ed ecco il perchè: andremo ad usare pdnsd e polipo, due demoni che permettono rispettivamente di cachare DNS e pagine localmente e di sfruttare il pipelining di http se supportato dal server (ovviamente le potenzialità di questi due demoni vanno ben oltre quelle di sfruttare il pipelining su browser che non lo supportano [konqueror, ma anche lynx ad esempio! ], e perciò dobbiamo anche porre attenzione alla sicurezza di ciò che facciamo).

Installiamo perciò pdnsd (si trova in [community]) e seguiamo la guida nel wiki ufficiale per configurarlo al meglio.

Polipo invece si trova in AUR; compiliamolo ed installiamolo, diamo un’occhiata alle opzioni e configuriamolo al meglio (editando il file /etc/polipo/config); facciamolo partire (/etc/rc.d/polipo start) e se tutto è ok, dal browser visitiamo http://127.0.0.1:8123/: dovrebbe accoglierci una schermata con i link al manuale di polipo e un’interfaccia per la configurazione.

Se tutto è a posto, possiamo quindi modificare le impostazioni di konqueror per sfruttare polipo: da Impostazioni-Configura Konqueror-Proxy scegliamo “Configura manualmente le impostazioni del proxy e impostiamo come proxy http http://127.0.0.1 e come porta 8123.
Fatto. A seconda della vostra configurazione, dovreste avere dei miglioramenti più o meno visibili.

Passiamo per finire ad una delle molte funzioni offerte da konqueror: la possibilità di eseguire una ricerca da un qualsiasi motore di ricerca preimpostato semplicemente digitando una scorciatoia nella barra indirizzi (esempio gg: key per cercare con google, ggi: google immagini).
Ebbene, la cosa più interessante di questa funzione è la possibilità di personalizzare e realizzare facilmente nuove scorciatoie:
youtube search
Qui sopra, un esempio di ricerca in youtube.

Tutto quello che dovete fare è indicare l’url di ricerca (i termini di ricerca come vedete sono indicati dall’espressione \{@}), e impostare una scorciatoia (esempio, yt: ricerca).
Il tutto lo impostate da Impostazioni-Configura Konqueror-Scorciatoie web .
Vi assicuro che non potrete più farne a meno!

Note di chiusura: sebbene con questi accorgimenti Konqueror è più snello, più scattante e funzionale quanto (se non più) di Firefox, purtroppo potrebbe darvi problemi in alcuni siti.
Degli esempi: gmail (per il quale comunque basta impostare dalle impostazioni l’user agent personalizzato per il dominio google.com), ma anche photobucket (l’invio delle immagini si risolve in un errore), oppure il pannello di controllo di firestats in wordpress.

Ciònonostante, ora potrete godervi un’esperienza di web surfing… con la K maiuscola!
Alla prossima!

Fonti: Forum di Kdemod, Forum inglese di arch (bbs.archlinux.org), wiki di arch e gentoo


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Guida all’installazione di Arch Linux su HP Pavilion dv6000

Written by weseven on October 27, 2007 – 10:54 am -

Installare Arch linux (a 64bit) su un portatile HP pavilion dv6000 (dv6507el)

Scarichiamo l’iso per x86_64 di Archlinux da uno dei mirror.
Dato che in fase di installazione è consigliato solo installare il sistema base, provvederemo in seguito ad aggiungere tutti i pacchetti che ci serviranno.
Avviamo la iso, impostiamo le partizioni, e installiamo la serie base dei pacchetti di arch.

Per una guida semplice ed efficace all’installazione di arch, vi rimando alla guida di installazione ufficiale (qui) e alla preziosa guida di Gaiden (qui).

Per prima cosa, andremo a far funzionare la scheda wireless.
Nel mio caso si tratta di una Broadcom 4311, ma il numero del chipset può cambiare a seconda del modello di notebook.
Purtroppo i driver integrati nel kernel (bcm43xx) non funzionano come auspicabile, perciò siamo costretti a far uso di ndiswrapper.Da un computer dotato di connessione, scarichiamo i driver per windows da qui , i pacchetti ndiswrapper, ndiswrapper-utils, unzip e cabextract (a 64bit, chiaramente).
Installiamo i pacchetti con pacman -U pacchetto, poi spostiamoci nella directory che contiene R151517.EXE, estraiamolo con unzip -a R151517.EXE , spostiamoci nella cartella DRIVER, e infine diamo ndiswrapper -i bcmwl5.inf per installare il driver. se l’operazione è andata a buon fine, diamo ndiswrapper -l, e dovrebbe rispondere
bcmwl5:driver installed
device (xxxx:43xx) present
Se tutto è ok, diamo un modprobe -r bcm43xx per togliere il modulo del kernel, e modprobe ndiswrapper per caricare ndiswrapper.
Controlliamo che la scheda sia vista correttamente con iwconfig o ifconfig -a. Se tutto è a posto, possiamo editare /etc/rc.conf e rimuovere bcm43xx dalla lista dei moduli caricati all’avvio, e al suo posto inserire ndiswrapper.

Una volta settata la connessione, diamo un pacman -Syu preliminare per aggiornare in toto il sistema, e poi procediamo a installare X e l’ambiente grafico di nostra preferenza (cfr. wiki ufficiale e guida sopra indicata).

L’installazione dei driver Nvidia per la Geforce 7150M è automatica e più facile che mai: pacman -S nvidia . Seguiamo il wiki ufficiale di archlinux se abbiamo esigenze particolari (compositing).

Installiamo alsa e configuriamo la scheda con alsaconf (nel mio caso una onboard nvidia che usa il chipset hda-intel). L’audio dovrebbe funzionare a dovere, con un unico difetto: se inserite le cuffie gli altoparlanti principali non vengono resi muti.
No problem: da root editiamo /etc/modprobe.conf e sotto le linee inserite da alsaconf mettiamo: “options snd-hda-intel position_fix=1 model=laptop” .
A questo punto tutto dovrebbe funzionare a dovere.

Aggiustiamo il touchpad synaptics installando synaptics da pacman e gsynaptics se vogliamo configurarlo a fondo. (NB. perchè la configurazione di gsynaptics abbia effetto, dobbiamo inserire in xorg.conf nella sezione synaptics : Option “SHMConfig” “true” )

Veniamo ora a quello che fino a poco tempo fa era il punto dolente dei sistemi a 64bit sul desktop: i plugin per il browser.
Ora questi non consistono più un problema, in nostro aiuto viene nspluginwrapper. Da AUR, compiliamo e installiamo nspluginwrapper e nspluginwrapper-flash (yaourt caldamente consigliato per risolvere le dipendenze automaticamente). Una volta installato, diamo semplicemente nspluginwrapper -r ~/.mozilla/plugins/* e nspluginwrapper -v -a -i (l’ultimo comando lo dovremmo dare in futuro in caso di aggiornamenti). E anche il flash funzionerà perfettamente!

Come ultima cosa, occupiamoci di attivare i tastini quicktouch. Se usate kde o kdemod, aprite il centro di controllo, e da”Regionali e accesso facilitato”>Mappatura tastiera impostiamo la nostra tastiera come Hp Pavilion ZT11xx. Se non usate kde, pacman -S keytouch , aprite keytouch e selezionate la tastiera più vicina alla vostra, controllate che funzioni, ed è fatta. Per i più pedanti, keytouch-editor permette di creare delle tastiere personalizzate in pochi semplici passi.
A questo punto anche il telecomandino dovrebbe funzionare :)

per suggerimenti, consigli, problemi o aggiunte alla guida scrivetemi pure su:
weseven chiocciola gmail punto com

alla prossima!


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icecast + mpd : lo stream e il pinguino (nell’igloo)

Written by weseven on August 24, 2007 – 3:12 pm -

1- cos’è uno stream?
uno stream non è altro che un flusso di informazioni,da A (server) a B (client), che usufruisce dello stream,audio o video o di qualsiasi altro tipo esso sia.

2-perchè dovrei avere bisogno di uno stream musicale?
ammesso e non concesso che se stai leggendo qua dovresti averlo ben chiaro,le motivazioni possono essere varie: vuoi solo smanettare, vuoi fare una webradio, vuoi ascoltare la musica che sta nella tua rete locale senza doverti spostare dal portatile al fisso dove risiede la tua musica, vuoi smanettare, vuoi condividere con il mondo la tua musica, vuoi cercare ogni modo per prendere una denuncia dalla siae (in teoria lo streaming dovrebbe proprio evitartela), vuoi smanettare.

3- di cosa ho bisogno per uno stream musicale?
una macchina che faccia da server,una che faccia da client (non vedo l’utilità de facto dello streaming se server==client), mpd,un frontend per mpd e icecast installati nel server,un riproduttore musicale nel client.

4-come faccio uno stream musicale?
andiamo!

prima di tutto procurati mpd e un suo frontend (consiglio sonata):
su arch: pacman -S mpd sonata

metti a posto mpd: copia il file /etc/mpd.conf.example nella tua home, rinominalo .mpdconf ,ed editalo secondo le tue esigenze.

metti a posto il frontend: (nel caso di sonata,configuralo in modo che sappia dove stia girando mpd e a che porta connettersi,aggiorna la collezione,personalizza et cetera finchè non ti senti soddisfatto e il tutto è funzionale alle tue esigenze e ai tuoi gusti).

installa icecast (homepage): in arch,semplicemente pacman -S icecast

edita il file di configurazione di icecast,con il tuo editor preferito (è xml,quindi un editor con l’evidenziazione [->geany] della sintassi semplifica il lavoro) : geany /etc/icecast.xml .
imposta la password per source,per relays e per admin,imposta l’hostnamen e la porta (localhost e 8000 di default,e vanno bene se mpd è installato nella stessa macchina), imposta l’utente che userà quando,avviandolo da root, dropperà i privilegi (io uso lo stesso utente di mpd).
NB:su arch ho dovuto creare le directory necessarie ai log di icecast,non erano state create di default.
in ogni caso basta un mkdir /var/log/icecast e passa la paura.ovviamente poi va dato chown -R “user” /var/log/icecast/ per permettere all’utente di icecast di poter scrivere nelle directory.

aggiorna il file di configurazione di mpd: questo è uno dei punti cruciali,in quanto dobbiamo dire a mpd di reindirizzare l’output anche a icecast.per farlo,basta aggiungere al nostro .mpdconf:

audio_output {
type “shout”
name “my music stream”
host “localhost”
port “8000″
mount “/stream.ogg”
password “hackme”
quality “3.0″
format “44100:16:1″

user “source”
description “All kinds of music”
genre “Everything”
} # end of audio_output

dove:
type definisce il tipo di stream (shout,shoutcast,il tipo di icecast)
name è il nome dello stream
host è l’host dove è installato icecast (localhost va bene,o anche il vostro hostname)
port è la porta che avete impostato nella configurazione di icecast
mount è il punto di mount dello streaming (in questo caso,lo streaming è direttamente raggiungibile da localhost:8000/stream.ogg)
password è la password impostata per source in icecast
quality è la qualità dello stream.4.0 genera un file di circa 128kbps come bitrate,se siete audiofili mettete valori superiori a 5.0.ovviamente per una webradio 3.0 va benissimo.
format indica il formato:44100 la frequenza,16 i bit,1 (oppure 2) i canali
user deve rimanere ovviamente source,
description e genre sono informazioni che appariranno nella pagina principale e che potete personalizzare tranquillamente.

una volta che tutto è configurato,non dovete fare altro che avviare icecast (icecast -c /etc/icecast.xml -b),avviare mpd (mpd),avviare il frontend di mpd e far partire la riproduzione.
se tutto è configurato a dovere,nel vostro client collegandovi con il browser all’indirizzo del client:8000 dovrebbe apparirvi la pagina principale di icecast,con la possibilità di amministrare il server da lì. Cliccando su listen now,aprirà il file stream.ogg.m3u con il player predefinito e una volta scaricate le informazioni (su rete locale il tutto è pressochè immediato) dovreste sentire quello che mpd riproduce.

se qualcosa non funziona,è probabile ci sia qualche errore nei file di configurazione,oppure un firewall sta bloccando la porta 8000 del server.controllate che icecast stia girando correttamente,e che mpd vi si possa connettere (avviandolo con mpd –no-daemon –verbose dovreste avere un output decisamente utile e illuminante).

buono streaming a tutti!


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